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 I FIUMI 

 

il Soča/Isonzo

Buona parte delle acque presenti nel Carso isontino, provengono dal fiume Isonzo e in misura inferiore dal fiume Vipacco.

Il fiume Isonzo nasce nella Val Trenta (Slovenia) nel cuore delle Alpi Giulie. Percorre 136 Km, dei quali più di due terzi in territorio sloveno e all’altezza di Salcano entra in Italia. Bagna alcuni comuni tra i quali Gorizia, Gradisca d’Isonzo, Savogna d’Isonzo dove riceve le acque del Vipacco, Sagrado e sfocia nel Mar Adriatico con un ampio delta a sud di Monfalcone.

Indagini idrologiche condotte nella piana di Gorizia hanno individuato il paleo-alveo dell’Isonzo e una mappa delle isofreatiche della zona, che evidenziano sia lo spandimento di acque dalla sponda sinistra del fiume sia lo scorrimento delle stesse verso il Carso.

Studi più recenti hanno quantificato che la perdita di acque da parte dell’Isonzo in periodi di magra è di 15 mc/s. Da una pubblicazione di F. Mosetti e C. D’ Ambrosi del 1963 si apprende che una parte delle acque ipogee della piana isontina va ad insinuarsi nel Carso isontino (settore di Doberdò), mentre un’altra parte si suddivide in falde nel suo defluire verso il mare.

 

       

L'Isonzo con Gorizia sullo sfondo

Il fiume in località Quarantia

Sagrado e il fiume

Tratto del fiume

 

 

Il Vipava/Vipacco

 Il fiume nasce alla quota di 1019 metri sul Monte San Lorenzo (Slovenia) ed è un affluente di sinistra del fiume Isonzo che incontra in località Rubbia (GO). Il suo percorso avviene quasi interamente in territorio sloveno e fa il suo ingresso in Italia in prossimità di Merna. Il percorso italiano del Vipacco è di circa 7 chilometri.

 

   

Il Vipacco in località Gabria

Il fiume presso Rubbia

 

 

Il Reka/Timavo

 Il fiume nasce in Croazia  nella zona del Monte Nevoso nelle Alpi Dinariche. Per 47 km il Reka (nome locale del fiume)  scorre all’aperto tra rocce impermeabili. Negli ultimi 7 km, la natura del terreno cambia: le rocce si fanno più permeabili e il fiume comincia a perdere acqua. Non più trattenuto in superficie dai stratagemmi dei mugnai che si servivano della sua forza motrice per alimentare i vari mulini che si trovavano sul suo corso. Attualmente succede che il fiume scompaia  a una quarantina di chilometri dalla sorgente in una voragine di 12 metri di diametro e apertasi alcuni anni fa presso il villaggio di Vreme. Da qui il fiume si inabissa percorrendo una via non ancora ben conosciuta.  Lo ritroviamo  poi nelle Grotte di San Canziano, nell'Abisso dei Serpenti a 304 metri di profondità e nell'Abisso di Trebiciano a 329 metri. Dopo una quarantina di chilometri di percorso sotterraneo, il fiume torna alla luce a San Giovanni di Duino, alla fine della propaggine carsica, a pochissima distanza dal mare Adriatico dove sfocia con i suoi attuali tre rami.

 

   

Il Timavo a San Canziano (SLO)

Il Timavo a San Canziano (SLO)

 

 

Foci del Timavo (in periodo di magra) a San Giovanni di Duino (TS)

Foci del Timavo (in periodo di piena) a San Giovanni di Duino (TS)

Il Timavo corre verso il mare  (San Giovanni di Duino-TS)

                                           

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       Aggiornato il: 07/02/06

 

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