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 IL CARSO 

 

Il Proteo, anfibio delle acque sotterranee del Carso

 

IL CARSO ISONTINO

Il Carso isontino è un'altopiano calcareo propaggine nordoccidentale del Carso triestino-sloveno ed è delimitato ad occidente dall'Isonzo e dalla pianura friulana, a nordest dalla Valle del Vipacco e verso oriente dal confine italo-sloveno. Convenzionalmente e, per certi versi strutturalmente, la foce del Timavo separa il Carso isontino da quello triestino. 

 

 

I meravigliosi colori sul Carso autunnale

Pietraia con contorno di colori autunnali

Cielo, vegetazione e rocce

 

 Il Carso isontino è un altopiano calcareo originatesi a partire da 120 milioni di anni fa sul fondo di un mare caldo e poco profondo per sedimentazione di elementi chimici (prevalente carbonato di calcio CaCO3) e resti di organismi marini.

Questa piattaforma sottomarina emerse definitivamente intorno ai 30 milioni di anni fa, spinta da forze tettoniche, le stesse che, in tempi distinti, innalzarono tutta la catena alpina.

 

L'AMBIENTE CARSICO

Gli aspetti esterni più evidenti di un ambiente carsico sono dovuti all’alto grado di solubilità della roccia calcarea che, aggredita dall’acqua piovana ricca di anidride carbonica si corrode facilmente e consente all’acqua stessa di disperdersi velocemente nel sottosuolo insieme alla roccia in essa disciolta.

Questi aspetti sono:

1) mancanza di corsi d’acqua superficiali e quindi di valli  fluviali con conseguenti depositi alluvionali,

2) scarsità di grandi estensioni di terreno agricolo,

3) presenza di flora particolare con specie talvolta endemiche,

4) presenza di doline figura 1 (conche originatesi per accentuazione locale dei fenomeni di dissoluzione del calcare oppure per sprofondamento del suolo dovuto all’eccessivo ampliamento di una grotta sottostante),

5) presenza di campi solcati figura 2 (distese di roccia fortemente erosa dall’acqua meteorica) e di altre forme di corrosione (scannellature figura 3, vaschette di corrosione figura 4 ecc.).

 Osservando la sezione di una piattaforma carsica si notano:

1) la stratificazione  delle rocce dovuta alle progressive fasi di sedimentazione originaria,

2) le fessure verticali o sub-verticali e gli interstati (vie privilegiate dall’acqua nella sua penetrazione nel sottosuolo),

3) le grotte figura 5, fessure ed interstrati allargati in modo notevole dalla stessa acqua che continua, nel suo viaggio sotterraneo, ad erodere la roccia calcarea,

4) i corsi d’acqua ipogei figura 6, aree in cui si ricongiungono le acque sotterranee.

La roccia calcarea disciolta in superficie e lungo le fessure e gli interstrati si ricristallizza quando l’acqua che contiene la goccia (stillicidio) si deposita all’interno di una cavità sotterranea già formata.

La ricristallizzazione del calcare che avviene sulla volta di una caverna prende il nome di stalattite figura 7. La parte di soluzione che, trascinata dalla goccia nella sua caduta,  ricristallizza invece sul suolo, prende il nome di stalagmite figura 8.

 

Dolina

Grotta

Scannellature

Vaschette

Fiume sotterraneo

Campo carreggiato

Stalattite

Stalagmite

         Copyright © 2004. Tutti i diritti riservati.
                Aggiornato il: 07/02/06

 

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