Il Carso isontino è un altopiano calcareo originatesi a
partire da 120 milioni di anni fa sul fondo di un mare caldo e poco
profondo per sedimentazione di elementi chimici (prevalente carbonato di
calcio CaCO3) e resti di organismi marini.
Questa piattaforma
sottomarina emerse definitivamente intorno ai 30 milioni di anni fa,
spinta da forze tettoniche, le stesse che, in tempi distinti, innalzarono
tutta la catena alpina.
L'AMBIENTE CARSICO
Gli aspetti esterni più
evidenti di un ambiente carsico sono dovuti all’alto grado di solubilità
della roccia calcarea che, aggredita dall’acqua piovana ricca di
anidride carbonica si corrode facilmente e consente all’acqua stessa di
disperdersi velocemente nel sottosuolo insieme alla roccia in essa
disciolta.
Questi aspetti sono:
1) mancanza di corsi
d’acqua superficiali e quindi di valli
fluviali con conseguenti depositi alluvionali,
2) scarsità di grandi
estensioni di terreno agricolo,
3) presenza di flora
particolare con specie talvolta endemiche,
4) presenza di doline figura
1 (conche originatesi per accentuazione locale dei fenomeni di
dissoluzione del calcare oppure per sprofondamento del suolo dovuto
all’eccessivo ampliamento di una grotta sottostante),
5) presenza di campi
solcati figura 2
(distese di roccia fortemente erosa dall’acqua meteorica) e di altre
forme di corrosione (scannellature figura
3, vaschette di corrosione figura
4 ecc.).
Osservando la
sezione di una piattaforma carsica si notano:
1) la stratificazione
delle rocce dovuta alle progressive fasi di sedimentazione
originaria,
2) le fessure verticali o
sub-verticali e gli interstati (vie privilegiate dall’acqua nella sua
penetrazione nel sottosuolo),
3) le grotte figura
5, fessure ed interstrati allargati in modo notevole dalla
stessa acqua che continua, nel suo viaggio sotterraneo, ad erodere la
roccia calcarea,
4) i corsi d’acqua
ipogei figura 6,
aree in cui si ricongiungono le acque sotterranee.
La roccia calcarea
disciolta in superficie e lungo le fessure e gli interstrati si
ricristallizza quando l’acqua che contiene la goccia (stillicidio) si
deposita all’interno di una cavità sotterranea già formata.
La ricristallizzazione del
calcare che avviene sulla volta di una caverna prende il nome di
stalattite figura 7.
La parte di soluzione che, trascinata dalla goccia nella sua caduta,
ricristallizza invece sul suolo, prende il nome di stalagmite figura
8.